Siamo tutti cresciuti a suon di “l’abito non fa il monaco”, e molti di noi ci hanno creduto.

Forse anche tu.

Probabilmente lo pensi ancora.

Di sicuro lo pensava la mia cliente Sonia: medico chirurgo, appena sotto i quaranta ma me dimostra 29, look lavorativo mai cambiato dal liceo: jeans e maglietta con le scritte, sneakers.

Questo non le ha impedito di laurearsi, fare la specializzazione e diventare una professionista molto riconosciuta nel proprio ambito.

Certo, quando capita il pranzo di lavoro con il primario è un po’ a disagio, ma niente di grave no?

Avevamo già fatto un lavoro insieme tempo fa ed era stata molto contenta, ma poi non aveva applicato TUTTO da subito ed è tornata presto alle abitudini precedenti.

Finché qualche giorno fa mi chiama all’ultimo secondo: ha un incontro con un professore molto importante che può fare la differenza per un suo progetto e non sa cosa mettersi. Già una volta l’aveva visto ed era vestita come sempre, ma lui non l’aveva particolarmente notata fra gli altri.

Te la faccio breve: dato che è già mia cliente e abbiamo già fatto la prima fase di analisi della sua comunicazione visiva e dei suoi obiettivi, e conoscevo bene l’ambiente e tipologia di persone in mezzo a cui si sarebbe trovata per l’appuntamento, siamo andate un’oretta a comprare un outfit per la giornata successiva.

Niente di troppo formale: una maglia di seta bianca, un pantalone sportivo e scarpa piatta. Raffinata, “adulta” e sicura, ma non eccessiva per i suoi standard abituali (se ti stravolgi troppo da un secondo all’altro, di solito ti senti a disagio e risulti impacciato, con un effetto negativo invece che migliore).

Chiamata di due giorni dopo: “Io non ci posso credere, è stato un trionfo, il professore mi ha chiesto lui del mio progetto, tutti gli altri mi chiedevano consigli e… ora lo so che ridi ma… mi tenevano addirittura tutti aperta la porta in corridoio e mi seguivano, mai successo prima!!

Di solito per farmi notare devo fare molta più fatica e ci metto più tempo.

Già solo per questo contatto ho un ritorno sull’investimento pazzesco! Mai più senza”

Ora, la mia cliente è riuscita nel suo intento ed è felice, ma tu dirai, il suo progetto viene approvato e procede perché lei è in gamba, non per come è vestita.

Vero a metà.

Certo, i contenuti ce li devi avere, e di altissimo livello.

Il fatto però è che si vedono DOPO che sei entrato nella stanza in cui si prendono le decisioni e ti sei seduto al tavolo.

E senza l’immagine giusta, semplicemente non entri.

Se non si ricordano di te, se ti fraintendono, se “a pelle” non convinci e non risulti autorevole, perdi opportunità.

Se invece la forma supporta il contenuto, è tutto molto molto molto più facile.

Perché le persone (incluso tu!) credono a quello che vedono loro, non a quello che gli dici tu.

Perché fare tutto in salita?

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